Nuova legge in arrivo

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Amministratore di condominio: obblighi in tema di privacy e videosorveglianza

L’amministratore di condominio, nell’esercizio delle sue funzioni, si trova a dover trattare una serie di dati imputabili ai condomini.

L’amministratore può essere nominato dall’assemblea quale “responsabile del trattamento” dei dati personali con lo scopo di contemperare le esigenze di trasparenza con quelle di riservatezza.
I dati personali che può trattare sono unicamente quelli che non eccedono le finalità di gestione ed amministrazione (dati anagrafici, indirizzo ecc.).
Possono, inoltre, essere utilizzati:

  • i numeri di telefono fisso, cellulare o indirizzo di posta elettronica se già indicati in elenchi pubblici o forniti direttamente dal condomino, fermo restando il fatto che il loro utilizzo deve essere ponderato secondo le regole del buon senso;
  • i dati sensibili (stato di salute) o giudiziari, indispensabili per l’amministrazione del condominio.

Se sono trattatati dati che riguardano terze persone, queste ultime devono essere informate sulle finalità e le modalità del trattamento stesso.
L’amministratore ha, infine, l’obbligo di:

  1. conservare la documentazione relativa ai condomini (cartacea o telematica);
  2. predisporre misure di sicurezza per proteggere i dati, specie se sensibili;
  3. comunicare ai condomini i propri dati anagrafici e professionali (codice fiscale e, se si tratta di società, la sede legale e la denominazione). Tali dati devono essere portati a conoscenza dei condomini mediante affissione nel condominio.

Videosorveglianza in Condominio e tutela della privacy

Impianti condominiali

Quando è l’assemblea condominiale a decidere di installare le telecamere per il controllo delle aree comuni, gli obblighi da rispettare sono i seguenti: segnalazione della presenza dell’impianto di videosorveglianza con appositi cartelli; conservazione delle registrazioni per un periodo limitato di tempo, di regola non superiore alle 24-48 ore (salvo necessità di tempi ulteriori, previa richiesta al Garante); ripresa esclusiva delle aree comuni (accessi, garage, ecc.), evitando, possibilmente i luoghi circostanti e i particolari che non risultino rilevanti (strade, esercizi commerciali, altri edifici, ecc.); protezione dei dati raccolti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne consentano l’accesso alle sole persone autorizzate (titolare, responsabile o incaricato del trattamento dei dati);

Impianto del singolo condomino

Quando l’installazione dell’impianto video è effettuata da persone fisiche (al fine di sorvegliare la propria unità immobiliare, o comunque a fini esclusivamente personali), se le immagini non vengono né comunicate a terzi né diffuse, la questione non rientra tra le norme dettate dal Codice della privacy. Tuttavia, il Garante si è occupato di indicare una serie di regole da rispettare, affinché le installazioni “private” vengano effettuate nel rispetto delle disposizioni in tema di responsabilità civile e sicurezza dei dati onde evitare di incorrere in illeciti. Così, il singolo condomino: non sarà obbligato a segnalare la presenza del sistema di videosorveglianza con apposito cartello, ma sarà tenuto a installare le telecamere in modo tale da riprendere esclusivamente il proprio spazio privato: l’angolo di ripresa dovrà, quindi, essere limitato alla porta di casa e non a tutto il pianerottolo o alla strada, oppure al proprio posto auto e non a tutto il garage, ecc.